di Michela Zannoni
Ci sono rumori che chi non ha vissuto l’alluvione non potrà mai capire. Nel Maggio del 2023 la nostra vita è stata travolta per ben due volte dall’acqua. Da allora, io con le temperature buone ed il terreno asciutto non ho mai smesso di lavorare per ripulire, riordinare e rimettere la proprietà e la nostra quotidianità a Fossolo, nella zona di Borgo Le Tombe – Case Babini. Un lavoro immenso, faticoso, fatto di sacrifici e di ferite psicologiche che non si rimargineranno mai del tutto. Oggi, Venerdì 21 Agosto, il cielo sopra la provincia di Ravenna si è oscurato di nuovo, più dell’eclissi da poco arrivata. È arrivato il vento forte, è arrivata la pioggia battente ed è tornata la Paura. Luca, mio marito lo chiama fortunale io non me ne intendo, quello che ho sentito non ne aveva niente a che fare con la fortuna. Ma questa volta, a rendere la situazione insostenibile, non è stata solo la natura. A farmi impaurire dentro casa, chiusi e isolati, sono stati i rumori “non normali” provenienti da un cantiere che sa di abbandono.

Abitiamo in via Fossolo, esattamente a fianco all’argine del Lamone, dove sono in corso i lavori per quello che qui chiamiamo l’innalzamento del Rivalino del Fiume Lamone. Prima di Ferragosto è stato rimosso il catrame della strada, lasciando solo terra smossa. Il cantiere si è fermato per la pausa. Gli operai se ne sono andati, ma hanno lasciato dietro di sé una barriera invalicabile: la strada è sbarrata 24 ore su 24 dai mezzi pesanti e dagli escavatori fermi a bloccare le strade anche in caso di emergenza. Oggi le fortissime raffiche di vento facevano sì che ci fossero rumore continuo. Da dentro casa sentivamo dei colpi ripetuti, come se qualcuno stesse bussando violentemente alla nostra finestra per entrare. In casa con noi vivono i nostri quattro cani e le 2 gatte; uno dei nostri cani è epilettico e lo stress di questi rumori metallici continui rischia di scatenare una crisi da un momento all’altro. Oggi avevamo bisogno di uscire per comprare loro crocchette, ma siamo rimasti in casa nostra. La terra del cantiere non é come l’asfalto, perché l’asfalto è stato rimosso per l’innalzamento del rivale.

Ma la cosa più grave, quella che scatena paura e che dimostra quanto siamo stati dimenticati, è la totale assenza di sicurezza. Se uno di noi od un vicino dovesse stare male, o per emergenza prendere l’auto e andare via subito o se ci fosse un’emergenza medica assoluta adesso, un’ambulanza non potrebbe raggiungerci. La via Fossolo sul rivale del fiume è fisicamente murata dagli escavatori del comune. Se un cavalletto a terra siamo ancora in grado di spostarlo da soli, un mezzo pesante da tonnellate no.

Qualcuno si è chiesto come farebbero i soccorsi a raggiungere le case isolate sul rivale? Qui la Protezione Civile non si è vista da Sempre. Nessuno è venuto a controllare. Questa non è prevenzione, questo è abbandono. Vorrei che qualcuno dal comune della Protezione Civile venisse a vedere di persona ciò che intendo. Chiediamo solo che ci venga garantito il diritto fondamentale di essere raggiunti dai soccorsi e per emergenza personale, poter uscire in macchina, dovendo solo spostare dei cavalletti di lavori in corso e non di essere sbarrati da mezzi escavatori e di non vivere nel terrore ogni volta che cade una goccia d’ovvietà meteorologica. Noi non dimentichiamo il 2023, ma lo Stato sembra essersi dimenticato di noi. Ricordo alla protezione civile che qui a casa mia da Maggio 2023 si sentono continui smottamenti come se ci crollasse il fiume addosso.
Sempre in buona fede
Michela Zannoni
Venerdì 21 Agosto 2026 ore 18